Anche quest’anno abbiamo festeggiato la Festa della Repubblica

Le sei piaghe dell'Italia nel corso della storia: lo “stato reale”

Anche quest’anno abbiamo festeggiato la Festa della Repubblica

di Salvo Neri

Abbiamo festeggiato anche quest’anno 2024, la Festa della Repubblica, una delle feste più sentite del Paese, quella che ripercorre, uno dei momenti più importanti della Storia del nostro Paese. Era il 2 giugno 1946, il primo dei due giorni in cui gli italiani e le italiane furono chiamati alle urne per il referendum istituzionale che chiedeva alla popolazione di decidere se, per il futuro del Paese, avrebbero voluto la monarchia o la Repubblica.

L’Italia usciva dalla Seconda Guerra Mondiale

Da una dittatura ventennale da parte del Partito Fascista di Benito Mussolini, appoggiato anche dalla Corona, evento che comportò la perdita delle libertà politiche per oltre vent’anni. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il 2 giugno 1946, un referendum istituzionale, per la prima volta a suffragio universale, stabilì l’abbandono della monarchia come forma di governo e l’adozione della Repubblica parlamentare (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d’Italia Umberto II di Savoia lascia il Paese. Contemporaneamente al referendum si svolgono le elezioni per l’Assemblea costituente. Il referendum fu la prima votazione a suffragio universale e vide la vittoria della Repubblica che ottenne il 54,3% di votazioni. Il 18 giugno la Cassazione diede il via alla Repubblica Italiana.

Per ricordare la nascita della Repubblica Italiana il 2 giugno è riconosciuto come Festa della Repubblica italiana

Dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, l’Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perché la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perché, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. È stata l’introduzione dell’autentico suffragio universale a far compiere all’Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale.

Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato

Ad eleggere i membri dell’Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani. La festa di chi ci ha liberato, di chi ha conquistato la libertà. La Festa di chi difende la libertà, di chi la rispetta, di chi è libero e di chi sa che la libertà è un diritto ma anche un dovere, il dovere di onorare questo privilegio. La Festa della possibilità di avere un confronto civile su opinione diverse. La festa al di là delle idee politiche, si debbano festeggiare tutti coloro i quali hanno lottato, si sono sacrificati e morti al grido “Viva l’Italia”.

Due Giugno 2024:

Ciò che distingue le democrazie dai dispotismi è la capacità di garantire i diritti di tutti gli abitanti, senza eccezioni, proteggendoli da ogni pericolo Due Giugno 2024 una giornata che anno dopo anno abbiamo festeggiato con l’appello, l’invito a un rinnovamento dell’idea di libertà, alla responsabilità oggi sempre più frequenti legati al mutamento dell’esperienza della libertà. Si pensa che la responsabilità possa limitare l’arbitrio umano che arriva fino al delirio di onnipotenza nei confronti dei nostri simili, nei confronti della natura e sia una misura contro l’individualismo incontrollato.

Bisogna però ricordare che

Ci troviamo di fronte a due mondi completamente diversi. La libertà parla il linguaggio del diritto e dei diritti, di un potere di negoziare con l’autorità in via di principio non vincolato. È nota la distinzione di fra “libertà da” e “libertà di”: la prima è la libertà negativa, priva di ostacoli che consente di esercitare la libertà positiva di fare, trasformare, prendere iniziative. Se guardiamo bene, questa distinzione è tutta legata al soggetto, al rapporto con azioni e intenzioni individuali.

La responsabilità invece parla il linguaggio dell’obbligo e della relazione

Noi rispondiamo delle conseguenze di ciò che facciamo. È rispetto e riconoscimento dell’altro. Questa differenza attraversa tutta la tradizione, ma si è sempre accompagnata alla priorità della libertà sulla responsabilità. Solo un soggetto libero, capace di intendere e di volere, è responsabile (per il diritto imputabile) delle proprie azioni. Due Giugno 2024 per una nuova Festa di idea di libertà che nasce dal rapporto con gli altri e non con sé stessi, con la realtà storica e politica, da una realtà alla quale possiamo dire di sì o di no e che dobbiamo giudicare nei termini di giustizia e di responsabilità.

Solo individualmente ci si può assumere il rischio di amare, di agire per il bene o il male
Consapevoli del fatto che non siamo più individui sovrani, ma ci troviamo in un rapporto di conflitto e sproporzione con gli avvenimenti storico-politici, con il mondo della tecnocrazia, della finanza e dell’economia globale. È importante rimarcare questa sproporzione, anche se non si deve fare l’errore di vederla come il trionfo di forze che ci passano sopra la testa e ci rendono frustrati e impotenti.
Proprio nel cuore di questa sproporzione si gioca oggi la libertà

Ossia l’impegno per preservare la possibilità, anche minima, di agire per impedire che la realtà si chiuda. Ieri, oggi, domani e sempre viva la Repubblica!! Viva la libertà!! Viva la Democrazia!! Viva l’Italia!! Salvo NERI.

(articolo di un cittadino che riceviamo e pubblichiamo)


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