Vogliamo salvare il Pianeta facendolo “affogare”” nella plastica?

Vogliamo salvare il Pianeta facendolo “affogare”” nella plastica?

Vogliamo salvare il Pianeta facendolo “affogare”” nella plastica?

di Salvo Neri

Parliamo, parliamo, inutilmente, senza un nesso, senza soluzioni, senza convinzioni, senza certezze. Il nostro blog in prima linea a difesa del pianeta. Contro l’invasione incontrollata della plastica oggi, domani e sempre!!! Abbiamo festeggiato senza vergogna la Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile 2024 che quest’anno ha proposto il tema della plastica. La frase chiave “Planet vs Plastic” ci pone davanti al fatto che viviamo immersi nella plastica che oggi può quasi essere considerata come il nostro ambiente esterno. Senza contare che la plastica è ormai dentro il corpo umano e in ogni ecosistema naturale.

La Giornata Mondiale della Terra 2024

Una giornata particolare, la Giornata Mondiale della Terra 2024 che ha proposto al mondo ai suoi abitanti nella stragrande maggioranza sordi e muti, vandali e disfattisti, strafottenti, inutili, pericolosi per il Pianeta di porre fine alla diffusione eccessiva della plastica che causa danni alla salute umana e planetaria, chiedendo una riduzione del 60% nella produzione di tutte le plastiche entro il 2040. 60 x 40 diventa la cifra simbolo della Giornata Mondiale della Terra 2024: ridurre del 60% la produzione della plastica entro il 40, cioè entro l’anno 2040.

EarthDay che per il 2024

Abbiamo ricordato nell’indifferenza più assoluta ed evidente EarthDay che per il 2024 ha scelto il tema della plastica perché è collegato a quattro problemi importanti che coinvolgono ogni Paese e abitante della Terra. Questi temi sono stati l’oggetto di un report scaricabile dal sito ufficiale che pone l’attenzione su quanto i bambini siano esposti alla plastica fin dalla prima infanzia: giochi, prodotti per la dentizione, ciucci e biberon rappresentano una fonte importante di ingestione di microplastica.

Quanti abbiamo visitato questo sito?

I quattro temi trattati costituiscono anche le quattro richieste principali per un Pianeta con meno plastica possibile:

  • Rischio per la salute umana. Troppa plastica è un serio rischio per la nostra salute. Occorre promuovere una diffusa consapevolezza dei danni causati dalla plastica alla salute umana, animale e a tutta la biodiversità e richiedere maggiori ricerche sulle implicazioni che plastica e microplastiche hanno sulla salute. Si chiede inoltre di rendere pubbliche tutte le informazioni di cui siamo in possesso.
  • Diminuire la domanda di plastica nel mondo: eliminare le plastiche monouso entro il 2030 e richiedere che le Nazioni Unite arrivino ad un trattato comune sulla plastica e sul suo utilizzo.
  • Chiedere la fine della fast fashion nel mondo, la più grande produttrice di plastica che finisce nelle discariche, nel suolo, nelle acque.
  • Cercare soluzioni innovative. Investire denaro e ricerca verso le tecnologie e i nuovi materiali per arrivare ad accumulare sempre meno plastica sul suolo, nei mari, nell’aria che respiriamo. Ne saremo capaci? Oggi siamo talmente invasi dalla plastica a livello globale che la plastica è diventata l’esterno del corpo umano, quasi il nostro ambiente esterno artificiale. Non solo: la plastica è entrata nel corpo umano. Gli studi scientifici hanno trovato plastica nel cuore e nel cervello, nel flusso sanguigno, in numerosi organi e perfino nella placenta. La plastica aderisce agli organi interni insieme ai metalli pesanti e può causare numerose malattie, tra le quali cancro e tumore. Basta leggere questi dati per avere la conferma di come ormai la plastica quasi diventata il nostro ambiente esterno (fonte: sito Earth Day):
  • La produzione della plastica è cresciuta a più di 380 milioni di tonnellate l’anno.
  • Negli ultimi dieci anni è stata prodotta più plastica che nell’intero XX secolo.
  • Le persone oggi acquistano il 60% in più di abbigliamento rispetto a 15 anni fa, ma ogni capo viene conservato solo per la metà del tempo.
  • Circa l’85% degli indumenti finisce in discariche o inceneritori e solo l’1% viene riciclato. Quasi il 70% dei capi di abbigliamento è costituito da fibre derivate dal petrolio.
  • Più di 500 miliardi di sacchetti di plastica, un milione di sacchetti al minuto, sono stati prodotti in tutto il mondo lo scorso anno.
  • 100 miliardi di contenitori di plastica per bevande sono stati venduti l’anno scorso negli Stati Uniti: sono più di 300 bottiglie per abitante. Le materie plastiche causano gravi problemi all’ambiente, agli ecosistemi e agli esseri viventi che li abitano. Sappiamo che la plastica è praticamente indistruttibile, si spezzetta dando origine alle microplastiche: questi piccoli pezzi di plastica possono rilasciare sostanze tossiche nel cibo, nell’acqua e nell’aria. Le materie plastiche derivano dal petrolio, fanno parte della lavorazione ed estrazione dei combustibili fossili. Gli impianti che le producono sono inquinanti e nel corso dei secoli sono stati protagonisti di emissioni tossiche, fuoriuscite ed esplosioni. Se pensiamo al mondo intero, la lavorazione della plastica e il suo accumulo nelle discariche avviene quasi sempre nei luoghi più poveri del mondo, andando ad aggravare una situazione già molto precaria. Il paradosso delle bottiglie di plastica.

Molta plastica viene raccolta e riciclata ma non in modo sufficiente nei diversi Paesi al mondo

Una riflessione interessante che tutti siamo chiamati a fare nostra: “”il rapporto tra plastica e acqua. Pensando ad una bottiglia di plastica, tutti noi poniamo l’attenzione sul materiale che deriva dal petrolio””. Ma per produrre una bottiglia, quanta acqua è stata consumata?

A questo pensiamo raramente:

“Fare una bottiglia di plastica richiede sei volte tanta acqua quanto la bottiglia stessa contiene” Questo è un paradosso che ricorre spesso negli oggetti che utilizziamo ogni giorno: per ogni oggetto prodotto, consumiamo materie prime e risorse naturali, ma anche molta energia e acqua.

Occorre cambiare il nostro pensiero

Le nostre azioni, il nostro atteggiamento per portare un cambiamento significativo nella nostra vita, in quella di tutti gli esseri viventi e del Pianeta. Da queste pagine libere ed indipendenti ci batteremo ogni giorno, faremo di tutto in base alle nostre possibilità per informare sempre e continuamente i nostri lettori, amici, conoscenti e parenti per porre fine alla produzione di plastica monouso entro il 2040.

(articolo di un cittadino che riceviamo e pubblichiamo)


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direttore fondatore del blog Giuseppe Castelli

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